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lunedì 2 novembre 2009

Camera ardente per Alda Merini


Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, mette a disposizione Palazzo Marino per la camera ardente di Alda Merini,la poetessa morta all'ospedale San Paolo, e propone che sia sepolta al Famedio del cimitero monumentale. "Alda Merini - ha osservato il sindaco - è l'esempio di una donna radicata a Milano, al suo quartiere, alla sua casa che ha saputo dare con la sua arte una testimonianza universale della vita di oggi e delle sue contraddizioni".
Foto LaPresse

"Ricordo con commozione - ha aggiunto Moratti - quando Alda la scorsa estate mi regalò una sua poesia, dolcissimi versi che tengo incorniciati nel mio ufficio a Palazzo Marino e testimoniano la sua grande sensibilità e la sua passione. Come tutta la sua opera, riflessioni poetiche di una donna di cultura che ha onorato e amato fino all'ultimo la sua Milano, impegno per il quale nel dicembre del 2002 ha ricevuto la Medaglia d'Oro di Benemerenza Civica".
Intanto l'ultimo lavoro musicale della poetessa Alda Merini, frutto della collaborazione con il musicista Giovanni Nuti, uscirà l'anno prossimo. "Abbiamo terminato un bellissimo album di canzoni piene di vita e di gioia. Mai come adesso abbiamo fatto un album così vitale, così energico, cosi' bello di speranze e di vita", dice lo stesso Nuti.
Alda Merini non amava le domande sul suo ricovero in manicomio ma, quando entrava in confidenza con una persona, era lei stessa ad affrontare l'argomento", aggiunge ai microfoni di CNR Media Giovanni Nuti. "L'importante era che non fossero gli altri a fare riferimento al manicomio - spiega - Alda gradiva parlarne per prima. Affrontare il tema della malattia era come respirare per lei, perché era rimasta segnata in maniera indelebile". Sulla mancata assegnazione del Premio Nobel - era stata segnalata per il riconoscimento la Merini scherzava: "Era solita ripetere 'Non voglio il Nobel perché in Italia non vengo trattata come dovuto'", ricorda Nuti.

Fonte: www.tgcom.mediaset.it

giovedì 15 ottobre 2009

Festival di Roma 2009: oggi l'apertura


Triage apre la quarta edizione del festival.


Festival di Roma 2009: oggi l'apertura
Al via il Festival di Roma
Parte oggi la quarta edizione del Festival di Roma che l'hanno scorso ha cambiato il suo nome da Mercato Internazionale del Film di Roma a Festival Internazionale del Film di Roma, e che si concluderà il 23 ottobre.
La mostra di quest'anno si distinguerà per il suo impegno ecologico, la manifestazione è stata resa ad impatto zero piantando ben 244,000 metri quadri di alberi tra Costarica e la Riserva della Valle dell'Aniene e nella sezione Occhi dal mondo sono stati inseriti ben dodici film a tema. Il cuore del Festival sarà anche quest'anno l'Auditorium Parco della Musica disegnato da Renzo Piano a cui verranno affiancati altri venticinque spazi sparsi nella capitale. 
In programma 140 titoli, mentre in gara saranno quattordici le pellicole che tenteranno di aggiudicarsi il Marco Aurelio d'Oro per il miglior film, fra queste spiccano tre pellicole italiane:Viola di Mare di Donatella Maiorca, Alza la testa di Alessandro Angelini e L'uomo che verrà di Giorgio Diritti.
L'appuntamento è questa sera alle 19,30 a Santa Cecilia con la premiere di Triage diretto da Danis Tanovic: sul red carpet oltre al regista saranno presenti Christopher Lee, arrivato martedì a Fiumicino assieme alla moglie, e l'attrice Paz Vega; sarà invece assente Colin Farrell.
Madrina della serata sarà l'attrice italiana Margherita Buy; alle 22 un grande evento speciale dedicato all'ambiente e realizzato nella suggestiva Villa Medici, sede dell'Accademia di Francia a Roma, inaugurerà la quarta edizione: ci saranno musica, installazioni, recitazione e acrobazie, tutto ad opera dei Plasticiens Volants e dell'art director Felice Limosani, con la voce narrante di David Riondino.

Trama Triage

Due esperti fotoreporter, Mark e David, lavorano nel Kurdistan in guerra. Mark è molto ambizioso e vuole seguire i combattimenti da vicino alla ricerca della foto della sua vita, ma David ne ha abbastanza e molla tutto per ritornare a casa dalla moglie incinta, Diane. Quando anche Mark viene ferito e fa ritorno in Irlanda, rimane sconvolto nell'apprendere che non si hanno notizie di David. Esausto, disorientato, ossessionato da fantasmi di violenza e incapace di ritornare alla sua vecchia vita con Elena, l'uomo peggiora a vista d'occhio. In ospedale, i medici giungono alla conclusione che la sua paralisi è un problema psicologico legato a qualcosa accaduto a David e che Mark non vuole ricordare. A scoprirlo sarà l'anziano nonno di Elena, uno psichiatra esperto in traumi bellici e che si è occupato del 'recupero' dei criminali di guerra dopo la guerra civile spagnola. Alla sceneggiatura ha collaborato il giornalista americano Scott Anderson, autore del libro omonimo.


REGIA
Danis Tanovic - Triage
Nome: Danis Tanovic
Data e luogo di nascita: 20 febbraio 1969, Zonica


CAST
Branko Djuric interpreta Il dottor Talzani
Ian McElhinney interpreta Ivan
Myia Elliott interpreta La hostess
Colin Farrell - Triage
Colin Farrell interpreta Mark Walsh
Nome: Colin Farrell
Data e luogo di nascita: 31 maggio 1976, Dublino



Juliet Stevenson - Triage
Juliet Stevenson interpreta Amy
Nome: Juliet Stevenson
Data e luogo di nascita: 30 ottobre 1956,


Gail Fitzpatrick interpreta Lady Neighbour
Eileen Walsh interpreta Il dottor Christopher
Paz Vega - Triage
Paz Vega interpreta Elena Morales
Nome: Paz Vega
Data e luogo di nascita: 02 gennaio 1976, Siviglia


Sandra Ni Bhroin interpreta L'infermiera Marion Picard
Christopher Lee - Triage
Christopher Lee interpreta Joaquín Morales
Nome: Christopher Lee
Data e luogo di nascita: 27 maggio 1922, Londra


Kelly Reilly - Triage
Kelly Reilly interpreta Diane



Jamie Sives interpreta David
Nick Dunning interpreta Il dottor Hersbach
Reece Ritchie - Triage
Reece Ritchie interpreta Ragazzo sciita



FILMMAKERS
Danis Tanovic - Triage
Nome: Danis Tanovic
Data e luogo di nascita: 20 febbraio 1969, Zonica


Fonte: www.cinema-tv.corriere.it

Celentano sbarca su Sky in un cartoon


ROMA -  Con la Rai sembrava cosa fatta, c’era persino il titolo “Non le sembra di esagerare”, poi dai palinsesti lo show firmato Adriano Celentano è scomparso. Motivi di budget per la Rai. Di contenuti per il Clan. Mentre dai piani alti di Viale Mazzini, è spuntata un’altra verità: quella con Celentano era solo un’idea, nulla di concreto. Parole al vento, insomma.
E allora a dare lavoro a un disoccupato Celentano ci penserà Sky, la tv satellitare pronta a cogliere l’attimo come ha fatto con Fiorello, sfruttando il suo momento no con la tv di Stato. L’accordo con il Clan non prevede alcuna produzione in grande stile, niente show a base di monologhi, ma un vero e proprio film in animazione sulla vita del ragazzo della via Gluck. Le 26 puntate si chiamano proprio così e saranno prodotte dal Clan, disegnate da Milo Manara, al suo esordio nel mondo dell’animazione e animate da Enzo D’Alò, padre di “La gabbianella e il gatto”. A loro si unirà anche Vincenzo Cerami, autore e sceneggiatore di storie di cinema come “La vita è bella”. «Siamo onorati di avere l’occasione di lavorare di nuovo con il Clan Celentano e Adriano Cementano» spiega l’amministratore delegato di Sky Italia Tom Mockridge «grazie alla sua creatività e genialità senza pari, si realizzerà un progetto imponente e innovativo, che coinvolgerà eccellenze italiane e rappresenterà una tappa di rilievo per lo sviluppo dell’industria italiana dell’animazione».
E come per Fiorello, anche con Celentano Sky ha iniziato un tam tam mediatico per celebrare un altro pezzo di tv generalista che sbarca sulla tv satellitare: «Non lo abbiamo affatto ricoperto d’oro» garantiscono a Sky, ma si sa che quando il Clan si muove, non lo fa a basso costo. Ne sa qualcosa la Rai, che, ovviamente, non ha replicato alla firma del nuovo accordo. Con Celentano non c’era nessun contratto, quindi nessun tradimento. D’altronde il pensiero del cantante è ben espresso nel suo brano, “Io sono un uomo libero”, partito già su oltre cento canali per promuovere l’intero progetto. Ad accompagnare la canzone, c’è un’immagine disegnata da Milo Manara, in cui Celentano appare vestito come nei film degli anni ‘60 e ‘70, in cima a una collinetta, accanto a un cespuglio di fiori. Con tanti saluti a mamma Rai.
Fonte: www.ilsecoloxix.ilsole24ore.com

Polaroid rivive grazie ai cinesi

La Polaroid tornerà a vivere. Un gruppo di nuovi investitori ha annunciato che dal 2010 rimetterà in produzione la mitica «one step camera», il modello più semplice della gamma. I possessori della licenza, i cinesi del Summit Media Group, scommettono sul successo del prodotto, nonostante il dominio del digitale nel settore fotografico. Ci credono sul serio. Tanto da spingere i vertici a prevedere il raggiungimento del miliardo di dollari nelle vendite per il prossimo anno. Non solo poesia dunque, ma anche un affare niente male da realizzare. Se le cifre fossero confermate si tratterebbe di una clamorosa rivincita del culto sulla modernità. Un riscatto soprattutto economico. Considerando il radicamento storico e l'ampiezza del target di riferimento è difficile pensare che all'orizzonte ci sia un flop. Nella rete, che in questi anni è stata (paradossalmente) la casa più ospitale per i summit del rito Polaroid, si susseguono da ieri manifestazioni di gioia. Con la rinascita della mitica macchina rettangolare si concretizzano infatti le speranze di milioni di fan dello scatto analogico istantaneo, che per anni hanno continuato a coltivare la passione del «one shot» sfidando i fallimenti e le difficoltà dell'azienda. Nel 2000 Polaroid era stata sopraffatta dalla prima bancarotta. Era andata ancora peggio nel 2005 quando il nuovo proprietario Thomas Petters aveva sfruttato l'azienda per attuare una truffa da 3 miliardi di dollari. Costretta a chiedere la protezione dai creditori, Polaroid si era ritrovata nuovamente in bancarotta meno di un'anno fa. Ieri l'ultima resurrezione. I nuovi caricatori Polaroid sono stati commissionati all'«Impossible Project» , il gruppo di ricercatori e operai che aveva rilevato un vecchio stabilimento in Olanda per cercare di produrre nuove versioni delle vecchie pellicole. La prima commessa è già arrivata: carta fotografica in bianco e nero, che su e-Bay aveva raggiunto prezzi astronomici per via della sua rarità. Dal 2010 si produrranno anche pellicole colorate. Per la gioia di molti professionisti:truccatori, costumisti, scenografi cinematografici e stilisti hanno continuato a ritenerlo uno strumento necessario.


Fonte: www.ilsole24ore.com

Dieta personalizzata con un test del DNA

Dieta personalizzata con un test del DNA
Quando si ha l'intenzione di perdere peso non bisognerebbe seguire la prima dieta che ci viene suggerita dagli amici, c'è bisogno di una dieta personalizzata che cambia da persona a persona, l'ultimo ritrovato in questo campo è un test del DNA. Attraverso un test della saliva, disponibile da questo mese (Ottobre 2009) in diverse farmacie italiane, si possono individuare quali alimenti sono più adatti ai bisogni nutrizionali di ciascuno.
Il test del DNA, che promette di identificare quali alimenti sono migliori per la dieta, rientra nel progetto Vitalybra, una metodologia nutrizionale basata sull'equilibrio degli alimenti. Un programma personalizzato proposto in forma educativa che affronta le differenti situazioni alimentari e individua il percorso più ottimale, preservando gusto e piacere. Questo innovativo piano alimentare personalizzato è stato ideato dal medico nutrizionista Primo Vercilli.
Primo Vercilli spiega che è molto importante eliminare i chili di troppo per prevenire numerose patologie legate alsovrappeso e all'obesità, per raggiungere questo obiettivo non c'è però bisogno di diete restrittive. Non è eliminando a caso alcuni cibi dal menu che si dimagrisce ma selezionare gli alimenti più idonei ad ogni individuo.
Il test viene eseguito in pochi minuti. Per prima cosa il farmacista preleva un campione di saliva con il tamponcino e successivamente lo spedisce al laboratorio di analisi. Dopo alcuni giorni i risultati del test del Dna, insieme a un piano alimentare, vengono recapitati da Vitalybra al farmacista e consegnati alla persona interessata.
Vercelli evidenzia che attribuire a ciascuna persona gli alimenti idonei non significa eliminare dalla dieta gli altri alimenti ma, semplicemente, riuscire a trovare il giusto equilibrio tra gli alimenti "sì" e quelli "no". I criteri più importanti per stabilire l'idoneità alimentare per una persona sono: lo stato nutrizionale; i sintomi, i disturbi e la situazione clinica; le caratteristiche farmacologiche degli alimenti; l'indice e il carico glicemico degli alimenti; eventuali allergie o intolleranze. Infine, informazioni fondamentali possano arrivare dal test del Dna.
Flavio Garoia, responsabile Ricerca e sviluppo per NGB Genetics (spin-off dell'università di Ferrara), sottolinea che l'apporto della nutrigenetica è fondamentale per potenziare il proprio benessere e prevenire molte patologie. L'analisi del Dna consente di individuare le caratteristiche genetiche che influenzano il metabolismo degli alimenti e di evidenziare quindi le esigenze nutrizionali di ognuno. L'eventuale alterazione metabolica potrà essere compensata modificando il regime alimentare, in modo da garantire all'organismo il corretto apporto nutrizionale.
Claudio Tomella, specialista in scienza dell'alimentazione e dirigente medico presso la Asl di Milano, spiega che un buon programma nutrizionale deve tener conto del fattore genetico ma anche della situazione lavorativa, familiare, personale dell'individuo, nonché del suo gusto e del valore affettivo che alcuni cibi possono avere per lui. Poiché è dimostrato che lo stress è una delle cause dell'obesità, possiamo dire che le diete meramente restrittive, in quanto stressanti, sono inutili. Una dieta per essere efficace deve essere "facile" e, in qualche modo, gratificante. Infine deve avere una valenza educativa, in questo modo rende ogni paziente autonomo e consapevole delle proprie scelte alimentari.

Fonte: www.universonline.it

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